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	<title>Comments on: Il flop delle DOP</title>
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	<description>Una vecchia fattoria, vera</description>
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		<title>By: francesco travaglini</title>
		<link>http://parcodeibuoi.com/2006/12/il_flop_delle_dop.html/comment-page-1#comment-82</link>
		<dc:creator>francesco travaglini</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Dec 2006 16:07:30 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.parcodeibuoi.com/2006/12/il_flop_delle_dop.html#comment-82</guid>
		<description>Salve Filippo,
prima di tutto grazie per il tuo contributo alla discussione.

Purtroppo però quello che affermi resta DI FATTO una bella storiella alla quale anch&#039;io ho creduto,  quando finalmente avevamo la possibilità di etichettare il nostro olio con la DOP &quot;Molise&quot; abbiamo  iniziato ad avere dubbi sulla corretta utilità del tanto aspettato (10 anni è durato l&#039;iter per il riconoscimento) marchio DOP.

Come comunico il mio olio? 
Una bella domanda alla quale stiamo tentando di rispondere proprio in questi giorni io e Pia mia moglie, assaggiatrice membro del gruppo panel di Larino che assegna la DOP nel Molise.

E si, Filippo, PER AVERE LA DOP BISOGNA SUPERARE IL TEST ORGANOLETTICO: l&#039;olio oltre che essere PRIVO DI DIFETTI(!) deve possedere le CARATTERISTICHE SENSORIALI PROPRIE DEL TERRITORIO NEL QUALE è PRODOTTO.

Ecco quindi che DOP e caratteristiche organolettiche sono due elementi inscindibili che DOVREBBERO fornire la garanzia per il consumatore ma DI FATTO non ne offrono alcuna  ed i consumatori se ne sono accorti visto che il consumo è calato del 38% e sono tornati ad acquistare l&#039;olio SFUSO nonostante questa pratica sia stata  scoraggiata dal legislatore (vietando l&#039;uso di contenitori di capacità superiore ai 5 litri).

DOP e territorio sono quindi due elementi tenuti insieme dal panel test che a mio avviso è uno strumento che per questo scopo è TECNICAMENTE inefficace. 

Allora ecco come abbiamo in mente di &quot;comunicare il nostro olio&quot;:
 
COMUNICHEREMO IL MENO POSSIBILE ossia niente &quot;prodotto in Italia&quot;, niente &quot;DOP&quot; scriveremo le informazioni essenziali e per legge indispensabili poi in fondo scriveremo una cosa del genere:

&quot;tutto quello che c&#039;è da sapere e vi incuriosisce sul nostro olio lo trovate scritto nella nostra etichetta on-line sul sito www.parcodeibuoi.com&quot;

Sul nostro blog ci sarà un&#039;area dedicata all&#039;etichetta on line attraverso la quale sarà possibile trovare tutto ciò che si desidera sapere.

Filippo, sarò miope io? 
</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Salve Filippo,<br />
prima di tutto grazie per il tuo contributo alla discussione.</p>
<p>Purtroppo però quello che affermi resta DI FATTO una bella storiella alla quale anch&#8217;io ho creduto,  quando finalmente avevamo la possibilità di etichettare il nostro olio con la DOP &#8220;Molise&#8221; abbiamo  iniziato ad avere dubbi sulla corretta utilità del tanto aspettato (10 anni è durato l&#8217;iter per il riconoscimento) marchio DOP.</p>
<p>Come comunico il mio olio?<br />
Una bella domanda alla quale stiamo tentando di rispondere proprio in questi giorni io e Pia mia moglie, assaggiatrice membro del gruppo panel di Larino che assegna la DOP nel Molise.</p>
<p>E si, Filippo, PER AVERE LA DOP BISOGNA SUPERARE IL TEST ORGANOLETTICO: l&#8217;olio oltre che essere PRIVO DI DIFETTI(!) deve possedere le CARATTERISTICHE SENSORIALI PROPRIE DEL TERRITORIO NEL QUALE è PRODOTTO.</p>
<p>Ecco quindi che DOP e caratteristiche organolettiche sono due elementi inscindibili che DOVREBBERO fornire la garanzia per il consumatore ma DI FATTO non ne offrono alcuna  ed i consumatori se ne sono accorti visto che il consumo è calato del 38% e sono tornati ad acquistare l&#8217;olio SFUSO nonostante questa pratica sia stata  scoraggiata dal legislatore (vietando l&#8217;uso di contenitori di capacità superiore ai 5 litri).</p>
<p>DOP e territorio sono quindi due elementi tenuti insieme dal panel test che a mio avviso è uno strumento che per questo scopo è TECNICAMENTE inefficace. </p>
<p>Allora ecco come abbiamo in mente di &#8220;comunicare il nostro olio&#8221;:</p>
<p>COMUNICHEREMO IL MENO POSSIBILE ossia niente &#8220;prodotto in Italia&#8221;, niente &#8220;DOP&#8221; scriveremo le informazioni essenziali e per legge indispensabili poi in fondo scriveremo una cosa del genere:</p>
<p>&#8220;tutto quello che c&#8217;è da sapere e vi incuriosisce sul nostro olio lo trovate scritto nella nostra etichetta on-line sul sito <a href="http://www.parcodeibuoi.com" rel="nofollow">http://www.parcodeibuoi.com</a>&#8221;</p>
<p>Sul nostro blog ci sarà un&#8217;area dedicata all&#8217;etichetta on line attraverso la quale sarà possibile trovare tutto ciò che si desidera sapere.</p>
<p>Filippo, sarò miope io?</p>
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		<title>By: Filippo Cintolesi</title>
		<link>http://parcodeibuoi.com/2006/12/il_flop_delle_dop.html/comment-page-1#comment-81</link>
		<dc:creator>Filippo Cintolesi</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Dec 2006 16:18:52 +0000</pubDate>
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		<description> Un momento, mi pare che tu stia mettendo insieme cose un po&#039; diverse: una cosa e&#039; la qualita&#039; organolettica di un extravergine, un&#039;altra e&#039; la sua origine territoriale. Puo&#039; piacere o non piacere, ma a livello non solo italiano, ma comunitario, questa del _corretto_ legame di un prodotto con le sue origini territoriali e&#039; una cosa presa sul serio. Da garantire e tutelare contro le truffe. Esistono per legge solo tre modi di legare un olio europeo alle sue origini: dire che e&#039; prodotto nell&#039;UE. dire che e&#039; prodotto in un paese specifico dell&#039;UE. dire che appartiene a una DOP o a una IGP specifica. Ogni  altro modo e&#039; giustamente vietato, perche&#039; il consumatore non avrebbe modo neppure teorico di verificare la veridicita&#039; dell&#039;attribuzione. Ora, puo&#039; darsi benissimo che a una persona non interessi minimamente specificare l&#039;origine dell&#039;olio al di sotto del &quot;prodotto in Italia&quot; (lo comunichi cosi&#039; il tuo extravergine? come prodotto in Italia e basta?). A molti invece interessa. Il senso delle DOP e&#039; questo ed esclusivamente questo, checche&#039; ne possano dire comunicatori tendenziosi. Ogni controllo di qualita&#039; effettuato per avere la DOP, rientra in quelli che in teoria sarebbero i controlli da effettuare per legge per definire extravergine un olio. Al massimo al massimo ci puo&#039; essere il requisito di acidita&#039; massima un po&#039; inferiore, qualche tocoferolo in piu&#039;.
Quindi lo specifico delle DOP/IGP e&#039; quello di fornire una prova delle origini geografiche di un olio. Punto.
Cio&#039; premesso: io sono uno dei &quot;miopi&quot; che crede nel sistema delle DOP (in mancanza di meglio). Ti dispiacerebbe aiutarmi a capire se il mio caso e&#039; di miopia &quot;finta&quot;, &quot;pagata&quot;, o &quot;da curare&quot;? E visto che presumo che non ti restera&#039; che da definirmi &quot;da curare&quot;, ti dispiacerebbe indicarmi la cura? 
Mi limito a dire questo in favore del sistema delle DOP/IGP (di ogni sistema di schedatura del patrimonio olivicolo nazionale, in realta&#039;, questo il punto): se TUTTI gli olivi italiani fossero censiti in un albo DOP o IGP, FINIREBBE ipso facto lo schifo delle quantita&#039; indefinite (ma da diluvio) di olio &quot;extravergine&quot; fatto credere (con uso furbo della grafica) italiano, quando non addirittura regionale (basta un cipressino in etichetta e il gioco e&#039; fatto), senza che porti il minimo segno di certificazione d&#039;origine. Semplicemente sapremmo da dove proviene ogni singola bottiglia di olio, e soprattutto sapremmo dove finisce l&#039;olio di ogni singolo olivo. Fine della possibilita&#039; di darla a intendere per lor signori &quot;primi esportatori di olio nel mondo&quot;!
E questo e&#039; il motivo preciso per cui il sistema delle DOP/IGP e&#039; stato silurato sul nascere proprio nel nostro paese: perche&#039; non si vuole che funzioni. Si vuole poter avere ancora indefinitamente la possibilita&#039; di sfornare un x indefinito tot di olio, non si vuole che sia possibile il controllo all&#039;origine. Compiacetevi del coma profondo in cui versa tale sistema, o voi che &quot;non ci credete&quot;. Ma vi prego non fate finta di stupirvene.
A proposito: che fine ha fatto il progetto Oli-GIS?
</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Un momento, mi pare che tu stia mettendo insieme cose un po&#8217; diverse: una cosa e&#8217; la qualita&#8217; organolettica di un extravergine, un&#8217;altra e&#8217; la sua origine territoriale. Puo&#8217; piacere o non piacere, ma a livello non solo italiano, ma comunitario, questa del _corretto_ legame di un prodotto con le sue origini territoriali e&#8217; una cosa presa sul serio. Da garantire e tutelare contro le truffe. Esistono per legge solo tre modi di legare un olio europeo alle sue origini: dire che e&#8217; prodotto nell&#8217;UE. dire che e&#8217; prodotto in un paese specifico dell&#8217;UE. dire che appartiene a una DOP o a una IGP specifica. Ogni  altro modo e&#8217; giustamente vietato, perche&#8217; il consumatore non avrebbe modo neppure teorico di verificare la veridicita&#8217; dell&#8217;attribuzione. Ora, puo&#8217; darsi benissimo che a una persona non interessi minimamente specificare l&#8217;origine dell&#8217;olio al di sotto del &#8220;prodotto in Italia&#8221; (lo comunichi cosi&#8217; il tuo extravergine? come prodotto in Italia e basta?). A molti invece interessa. Il senso delle DOP e&#8217; questo ed esclusivamente questo, checche&#8217; ne possano dire comunicatori tendenziosi. Ogni controllo di qualita&#8217; effettuato per avere la DOP, rientra in quelli che in teoria sarebbero i controlli da effettuare per legge per definire extravergine un olio. Al massimo al massimo ci puo&#8217; essere il requisito di acidita&#8217; massima un po&#8217; inferiore, qualche tocoferolo in piu&#8217;.<br />
Quindi lo specifico delle DOP/IGP e&#8217; quello di fornire una prova delle origini geografiche di un olio. Punto.<br />
Cio&#8217; premesso: io sono uno dei &#8220;miopi&#8221; che crede nel sistema delle DOP (in mancanza di meglio). Ti dispiacerebbe aiutarmi a capire se il mio caso e&#8217; di miopia &#8220;finta&#8221;, &#8220;pagata&#8221;, o &#8220;da curare&#8221;? E visto che presumo che non ti restera&#8217; che da definirmi &#8220;da curare&#8221;, ti dispiacerebbe indicarmi la cura?<br />
Mi limito a dire questo in favore del sistema delle DOP/IGP (di ogni sistema di schedatura del patrimonio olivicolo nazionale, in realta&#8217;, questo il punto): se TUTTI gli olivi italiani fossero censiti in un albo DOP o IGP, FINIREBBE ipso facto lo schifo delle quantita&#8217; indefinite (ma da diluvio) di olio &#8220;extravergine&#8221; fatto credere (con uso furbo della grafica) italiano, quando non addirittura regionale (basta un cipressino in etichetta e il gioco e&#8217; fatto), senza che porti il minimo segno di certificazione d&#8217;origine. Semplicemente sapremmo da dove proviene ogni singola bottiglia di olio, e soprattutto sapremmo dove finisce l&#8217;olio di ogni singolo olivo. Fine della possibilita&#8217; di darla a intendere per lor signori &#8220;primi esportatori di olio nel mondo&#8221;!<br />
E questo e&#8217; il motivo preciso per cui il sistema delle DOP/IGP e&#8217; stato silurato sul nascere proprio nel nostro paese: perche&#8217; non si vuole che funzioni. Si vuole poter avere ancora indefinitamente la possibilita&#8217; di sfornare un x indefinito tot di olio, non si vuole che sia possibile il controllo all&#8217;origine. Compiacetevi del coma profondo in cui versa tale sistema, o voi che &#8220;non ci credete&#8221;. Ma vi prego non fate finta di stupirvene.<br />
A proposito: che fine ha fatto il progetto Oli-GIS?</p>
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