Parco dei Buoi

Archivio di Agosto 2007

31 Agosto 2007

La fiera di San Martino

Il 30 ed il 31 agosto da parecchie decine di anni si svolge a San Martino in Pensilis la fiera d’agosto.
Era l’appuntamento annuale con l’acquisto del maialino da crescere fino al giorno di Santo Stefano.
Era l’occasione per acquistare gli attrezzi e gli utensili per la raccolta delle olive: scale in legno a pioli erano tutte in fila appoggiate al muraglione.

Oggi è diventata la fiera del made in Cina, intendiamoci……non che ce l’abbia coi cinesi.
Una tendenza impossibile da contrastare tanto che sforzarsi per ridare alla fiera l’importanza che aveva, penso sia tempo perso.
Noi siamo stati invitati dal sindaco, insieme alle altre aziende del paese, ad esporre i nostri prodotti di fronte al municipio. In un primo momento ho pensato che mettermi lì per strada, vicino a due simpatici ragazzi marocchini venditori di tappeti, fosse poco conveniente ed opportuno.
Ho invece inteso questa idea del Sindaco, mio amico d’infanzia, come un segnale, un modo per dire diamoci da fare, prendiamo coscienza di ciò che abbiamo, ancoriamoci alla nostra terra ed a quello che ancora stupendamente riesce a regalarci. E’ questo il filo d’arianna che non può tradirci.
Peccato che lo scirocco abbia rovinato la giornata ed i gazebo siano volati come fruscelli ma mi auguro che qualcuno abbia avuto il tempo di comprendere il senso della nostra presenza.

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28 Agosto 2007

12 su 230

La Telecom Italia rende disponibile l’ADSL in Molise, pensate un pò, alla bellezza di dodici comuni su oltre 200.
Io sono out, a San Martino in Pensilis ed in campagna a Larino.
Petizioni, richieste su richieste ma niente, non c’è stato verso.
Poi il ministero della difesa italiano rende disponibili delle frequenze radio ed una società ,la ecrom di Ururi, paesino di origini albanesi di 3000 abitanti, pensa bene di sfruttare questa latitanza di telecom ed allora crea una rete autonoma attraverso ponti radio e da ieri un ponticello, che capta il segnale da Serracapriola, mi ha finalmente permesso di scrivere un post con tre foto in un tempo ragionevole anziche impiegare mezza giornata, come di solito mi capitava con la mia connessione con il telefonino.
Insomma da ieri ho l’ADSL!
Grazie allo gnomo che ha battuto il gigante….

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Emozioni

Ieri si è conclusa, come meglio non poteva, la tre giorni dedicata a tratturi e tartufi: l’iniziativa di cui avevo parlato qualche giorno fa.
Sono stati giorni intensi, direi addirittura sorprendenti.
Sabato mattina era in programma percorrere il tratto di tratturo Cigno-Biferno, parte del braccio Sant’Andrea-Biferno, circa 10 km in compagnia di cavalli, buoi e mucche.
Lorenzo mi ha chiesto di portare anche le nostre pecore.
Ho parlato con il nonno Antonio… era un pò titubante: le pecore sono gravide, farle camminare alle 10 del mattino con più di 30 gradi non è prudente, poi la strada da fare è parecchia però…
si leggeva negli occhi la voglia di ripercorrere quel tratturo spolverando vecchi ricordi.
Alla fine non abbiamo detto di no. Nonno Antonio non ha detto di no decidendo di percorrere solo un piccolo tratto, 500 metri, prima di mandare le pecorelle al loro consueto, tranquillo pascolo.
Un piccolo tratto, dall’incrocio del signor Pardo “u luong” fino all’imbocco della via di “schien dell’asin’”.
La carovana con una cinquantina di cavalli, una mula,un vecchio carro trainato da buoi podolici tutti preceduti da un piccolo biroccio trainato da una cavalla, parte alle 9,30 dal torrente Cigno. Noi li aspettiamo dopo un paio di km al bivio di Pardo, novantunenne arzillo, che notata la caciara di pecore e gente che arriva a due passi da casa sua esce fuori curioso.
Noi, già dalle 9,30 siamo in attesa di vederli scollinare. Le pecore pascolano tranquille inconsapevoli di tutto.
Verso le dieci li vediamo all’orizzonte. Per la verità abbiamo un pò il timore che le pecore si spaventino vedendosi intorno tanto movimento di cavalli e persone.
Per questo motivo avevamo pensato di accodarci alla carovana per evitare problemi ma, nonno Antonio ha deciso che non potevano non fare da battistrada…. su! camminate davanti! forza!
Un pò di fatica per farle uscire dalla stoppia di grano, dov’erano, per via del movimento inconsueto che le circondava ma eccole lì davanti a tutti.
Bellissime!
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Ci voltiamo e tutti ci seguono. Non nascondo che un brivido ha percorso la mia schiena e conoscendolo, gli occhi del nonno Antonio, sono sicuramente diventati lucidi dall’emozione.
Le pecore camminano tranquille. Troppo pochi 500 metri… arriviamo troppo presto, devono fermarsi.
Si accostano, lasciano passare tutti e poi tornano al pascolo.
Ma, sono bastati 500 metri per far rivivere un vecchio ricordo, un’antica consuetudine che si ripeteva due volte all’anno inondando di vita strade verdi larghe 110 passi
Voglio far seguire la carovana anche alla piccola Giulia che però non può camminare a piedi ed allora decido per seguire i cavalli in fuoristrada.
Saltano a bordo 9 persone, due anche nel bagagliaio, tutti decisi a seguire la lenta processione.

Io però, non resisto, non ci riesco a stare in macchina, dico a Pia di mettersi alla guida e parto a piedi. Pia ha al suo fianco, il suo papà, il nostro nonno Antonio che non si è fatto pregare ed è salito in macchina.
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Ho percorso senza accorgermene, i 7 km che ci separavano dal Casone luogo dell’arrivo.
Raramente mi sono sentito così fiero d’essere figlio di questa terra.

.foto Prof. PaoneAlla sera c’è il convegno del professor Natalino Paone, il maggiore studioso dei tratturi e della civiltà della transumanza
E’ un uomo d’altri tempi, quieto ma grintoso, che dal palco rivolgendosi direttamente ai politici seduti in prima fila li bacchetta dicendogli in faccia che forse farebbero bene a non fare nulla e lasciare i 450 km di tratturi molisani al loro destino in luogo di spendere malissimo soldi pubblici (10 milioni di euro nel molise finora) rovinandoli. Pur di spendere… Alla fine del convegno lo avvicino mentre accompagnato dal giovane nipote prende la via per tornare a casa sua, a Isernia: posso farle un omaggio? una bottiglia del nostro extravergine, l’abbiamo chiamato Tratturello… Parliamo 10 minuti ma mi bastano per capire che ha gradito molto l’olio e il nostro spirito e che vorrà presto risentirmi.
Ieri domenica, è in programma all’interno dell’anfiteatro romano, la cena preparata dallo chef Cozzolino dell’Hotel Dora di Venafro. I due primi piatti semplicemente favolosi.
Poi un’altra sorpresa: Piero Ricci ed il suo gruppo Ecletnica Pagus. Molisani che suonano musica popolare con al centro del palco la zampogna di Ricci incorniciata da arpa, oboe, corno, organetto e percussioni. Piero ha suonato nientedimeno che alla scala diretto da Muti. Girano il mondo suonando del Molise.
…altra emozione!
Insomma grazie a Lorenzo Gammieri, a Giulia ed al presidente della Pro Loco Larinese, Nicola Lozzi, in questi tre giorni è venuto a galla il meglio del Molise. Bravi!

Un neo: poco l’impegno del movimento turismo del vino: si va bene.. bottiglie e sommelier che presentavano le cantine molisane ma ho notato in generale una certa vena di presunzione che non fa bene alla vitivinicoltura molisana che deve crescere, crescere ed ancora crescere.

… anzi secondo neo: la freddezza dei larinesi che continuano a conservare l’atavico tangibile immobilismo, cosa che farebbero bene a mettere da parte se vogliono riportare l’antica Larinum all’antico splendore.

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22 Agosto 2007

La mafia dei pomodori

L’anno scorso c’erano montagne di pomodoro da distruggere, raccolte portate alla pesa e poi scaricate di nuovo in campo. Per prendere i contributi pubblici.
La stragrande maggioranza dei produttori medio piccoli non ce l’hanno fatta a reggere il secondo o terzo anno di disfatta.
Molti finiscono sul lastrico, addirittura nel foggiano qualcuno si suicida. Sono sempre più numerosi i cartelli “vendesi” apposti su tristi paletti di castagno sui bordi dei terreni.
Quest’anno i pomodori impiantati sono pochissimi.
Sono di quei pochi che hanno lavorato rischiando in modo oculato (potendoselo permettere), le grandi aziende che avevano capitali a disposizione ed aziende associate a certe cooperative per lo più campane che finanziano, solo a qualcuno, piantina, messa a dimora e prime lavorazioni del terreno.
Risultato di questo lento lavorio ai fianchi dei contadini:
riduzione della produzione, prezzi altissimi (4 euro/q.le lo scorso anno, oggi 14 euro) anche per la monnezza purchè sia rotondeggiante ed abbia qualche traccia di rossiccio.
E poi ci sono quelle cose assurde che ti fanno venir voglia di rovesciare il mondo:
una cooperativa molisana che lavorava quasi tutto il pomodoro della zona fino a qualche anno fa e che vendeva tutto prima di iniziare a produrre (in tutto il mondo), dallo scorso anno è in crisi perchè non riesce a lavorare per mancanza di materia prima: il 90% del pomodoro esce fuori regione.
Ieri quello che restava dopo la raccolta di una decina di filari di pomodoro che avevo impiantato per i nostri abbonati all’orto e per qualche altro cliente privato che compra da noi direttamente: pomodori marci e cotti dal sole quindi rimasti a terra sono partiti alla volta del nostro beneamato conservificio cooperativo molisano.
Ha bisogno di pomodori per lavorare anche marci purchè dimostri di lavorare in modo da incassare contributi pubblici che serviranno per risanarlo …..e che se non ritira pomodori non può incassare.
…Bleah!

Noi, dopo la pausa di ferragosto abbiamo ripreso con le spedizioni di ortaggi dell’orto iestivo, in verità di qualità inferiore rispetto all’anno scorso: non piove da 3 mesi e le nostre verdurine hanno sofferto non poco.
Dovremo prepararci per l’orto invernale con i primi trapianti ma stiamo temporeggiando aspettando i primi temporali.

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8 Agosto 2007

La ricerca del tartufo lungo i tratturi e …la Vanghetta d’oro, concorso per tartufari.

Sapevate che il Molise è la regione nella quale si cavano la maggiore e miglior parte dei tartufi italiani?

Dalle montagne del Matese fino alla costa questa regione è piena di tartufi, dal nero pregiato, al bianchetto al bianco.

Chissà quante delle ricche aste telematiche da Norcia o da Alba hanno visto sul piatto tartufi cavati in Molise.

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Un amico, Lorenzo, tartufaro larinese, prima per passione ora anche per mestiere mi ha fatto conoscere un mondo incredibile e bellissimo, quello della ricerca del tartufo e del bellissimo rapporto che l’uomo instaura col cane.

Ormai da tre anni Lorenzo organizza il premio Vanghetta d’oro per premiare il cane più bravo….. ma questa è per lui solo una scusa per accendere i riflettori su quest’altro prodotto molisano che un pò come per olio e vino, per strada perde la sua identità ottendo passaporti diversi dagli originali. Infatti il premio si inserisce all’interno di una manifestazione, La ricerca del ttartufo lungo i tratturi, che durerà tre giorni, dal 24 al 26 agosto prossimo e che si svolgerà all’interno dell’anfiteatro romano e nell’adiacente Villa Zappone

Qui potrete scaricare il regolamento del premio e la scheda di adesione.

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5 Agosto 2007

Tutte in aspettativa!

Dopo sette mesi e mezzo da domani niente più ricotta fresca..sig!
Infatti oggi c’è stata l’ultima cagliata, il latte è ormai pochissimo: le pecore si stanno preparando al parto che avverrà ai primi d’ottobre e poi i loro pascoli, ormai da un pò di giorni, sono scarsi oltrechè bruciacchiati.

la ricotta

Quindi dovrò aspettare quattro mesi prima di rimangiare….. La Ricotta, come farò?

Anche la nostra casera è ormai vuota, ci sono soltanto una quarantina di forme di formaggio nascoste sott’olio…per gli amici ;-)

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