Molti mi chiedono: ma come t’è venuta l’idea dell’orto? 

Fino a qualche anno fa mi piaceva la domenica leggere La Stampa.
Leggevo le recensioni di Raspelli su ristoranti e  alberghi e la pagina dedicata ai problemi agricoli.

Una domenica si parlava della Community Support Agricolture negli USA.

Un’esperienza partita negli anni 60 quando i contadini americani con i loro terreni ai margini delle grandi città, invitavano i metropolitani ad andare in campagna la domenica  a fare la scorta di verdure per l’intera settimana.

All’inizio dell’anno i farmer si facevano due conti prevedendo i propri costi, stabilendo a priori il proprio guadagno.

Rendevano pubblici i loro bilanci e stabilivano una quota che dava diritto ai sottoscrittori di ritirare ogni domenica le loro verdure.

I metropolitani pagavano subito la quota di adesione finanziando l’attività del contadino che così non ricorreva al credito riuscendo così a lavorare  con maggiore tranquillità producendo di conseguenza una maggiore qualità. In sostanza il consumatore entrava nella filiera fin dall’inizio finanziando l’azienda agricola.

In azienda abbiamo un appezzamento di vigneto montepulciano di un ettaro  impiantato nel 1980 da mio nonno. E’ un appezzamento lungo e stretto  che di solito ariamo per il verso lungo ma due volte all’anno va arato anche nel verso corto.

Però da un lato non ha sbocco … e quindi tocca ararlo facendo su e giù entrando nei filari in retromarcia.

Spesso e volentieri tocca a me farlo e ….

arando in retromarcia pensavo agli americani, ad internet ed al mitico Antonio

Una mail a lui e l’idea diventa l’abbonamento all’orto

A proposito siamo a 22! Servono almeno altrettanti per poter avviare l’iniziativa!

Spargete la voce!

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