Parco dei Buoi

Archivio della Categoria 'scoperte'

13 August 2009

Ci salveranno i tedeschi?

La (buona) notizia è una di quelle che raramente attraversano il mondo dell’olio.
L’ho appresa grazie all’ottimo blog del Campino del Paiolo e dell’Azzurro Mare di Andrea Pagliantini
Un’inchiesta della rivista Merum,
diffusa anche da Slow Food Germania, da Der Stern e dalla televisione ZDF, risalente al 2005, con relativa denuncia di una nota azienda olearia fiorentina (solo nel nome),
ha prodotto grazie alla sentenza che ne è derivata, finalmente un segnale degno di nota per per chi produce l’EXTRAVERGINE.

Quella inchiesta del 2005 ci interessò molto da vicino visto che eravamo a Monaco di Baviera proprio nei giorni successivi alla pubblicazione ed alla diffusione dell’inchiesta su stampa e TV.

Partecipavamo a Food & Life.
Fu l’esperienza fieristica e non solo, più importante per la nostra azienda: tornammo entusiasti e con tanta voglia di seguire con determinazione la strada sulla quale ci eravamo da qualche anno avviati.
Grazie a quell’inchiesta.
Il perchè lo trovate qui, in questo post di dicembre 2005 ben conservato nel fantastico magazzino del blog..
Dal 2005 al 2009 di novità davvero importanti per il mondo dell’extravergine non ce ne sono state.
Finalmente oggi ce n’è una davvero bella.
Parla tedesco ma scommetto che i giornali e le TV italiane faranno a gara per darla……

La rivista tedesca Merum ha diffuso il comunicato stampa seguente:

    Nei supermercati tedeschi: Extra Vergini puzzolenti e rancidi!” La Carapelli denuncia Andreas März (Merum) per diffamazione … ma perde la causa!

    Si stima che il 95 per cento dei cosiddetti “extra vergini” sugli scaffali siano in verità dei semplici “vergini” se non addirittura degli oli “lampanti”.
    È colpa della situazione completamente illegale che regna nel mercato dell’extra vergine se l’abbandono degli oliveti e la sofferenza delle aziende olivicole aumenta giorno per giorno.
    È impossibile per le aziende agricole competere con i prezzi dell’industria.

    I produttori agricoli, con i loro prezzi di vendita, sono fuori mercato anche se vendono sottocosto.
    Una delle poche pubblicazioni che “dice non solo il peccato ma anche il peccatore” è la rivista Merum. Merum è pubblicata in lingua tedesca e diffusa in Germania, Austria e Svizzera. Con spirito critico, indipendente ed appassionato Merum racconta il mondo del vino, dell’olio di oliva e di altri prodotti agroalimentari italiani. Merum, in passato, ha accusato ripetutamente l’industria olearia per la falsa denominazione dei loro oli. Il basso livello dei prezzi dell’extra vergine, il crescente abbandono degli oliveti da parte di tanti produttori per gli alti costi di produzione e la bassa redditività è una colpa da attribuire, secondo Merum, all’industria olearia ed una legislazione sbagliata. In una ricerca di mercato, condotta nell’estate 2005, Merum in collaborazione con la rivista tedesca Der Stern, il canale televisivo pubblico ZDF e la rivista di Slow Food Germania, era riuscita a dimostrare che la maggior parte degli “extra vergine” venduti sugli scaffali tedeschi è di qualità scadente. Su richiesta di Merum, i panel ufficiali del Laboratorio della Camera di Commercio di Firenze avevano esaminato alcuni degli oli in commercio in Germania riscontrando una situazione qualitativa preoccupante. Successivamente il panel ufficiale dell’ARPAT (Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana) a Firenze aveva preso in esame i 31 campioni di “extra vergine” reperiti dai giornalisti nei supermercati tedeschi. Soltanto un unico olio possedeva i requisiti di idoneità, previsti dalla legge, per la categoria extra vergine. Nove oli furono classificati come semplici “vergini” e 21 oli addirittura come “lampanti”. Ciò significa che 30 oli su 31, la maggior parte imbottigliati in Italia, erano stati etichettati in maniera scorretta. Questa indagine era stata pubblicata nel 2005 da Merum, da Der Stern, da Slow Food Germania e dalla tv ZDF. In Italia nessuna pubblicazione ha voluto diffondere questi risultati scandalosi. Anche da parte delle autorità italiane non vi fu alcuna reazione, nonostante le informazioni fossero ben note. Nel 2006 uno dei colossi attaccati, la Carapelli, fece invece causa (penale e civile) ad Andreas März di Merum perché, secondo l’azienda, le affermazioni pubblicate su Merum “offendevano la reputazione dell’immagine professionale e la serietà professionale della Carapelli”. L’azienda chiedeva un risarcimento dei danni e il pubblico ministero una reclusione di sei mesi per l’imputato. Il Tribunale Penale di Pistoia il 12 maggio 2009 ha assolto Andreas März dal reato ad egli ascritto (diffamazione) perché il fatto non sussiste. Né la Carapelli né il PM hanno presentato ricorso contro la sentenza. Ciò comporta che le seguenti affermazioni (tradotte dal tedesco) – non essendo diffamatorie – sono liberamente pronunciabili: “Come la maggior parte degli ‘extra vergine’ del supermercato, anche i campioni della fabbrica d’olio Carapelli (Firenze) sono stati giudicati scadenti. I panel del Laboratorio della Camera di Commercio di Firenze hanno riscontrato che gli extra vergine Carapelli sono denominati in modo errato. Indipendentemente dalla degustazione da parte degli esperti della Camera di commercio, la qualità scadente degli oli Carapelli è stata confermata anche da un ulteriore panel ufficiale (ARPAT/Firenze).” “Invece di denominare correttamente i suoi oli, il gruppo Carapelli, domiciliato a Firenze, se la prende con il singolo esaminatore. … Il modo più efficace per far tacere la stampa critica nella sua attività contro l’anarchia vigente nel mercato dell’olio di oliva, è quello di intimidire gli esperti.” “Fino a quando oli puzzolenti, rancidi e prodotti di qualità superiore che profumano di olive fresche porteranno lo stesso nome, i produttori di qualità in Italia e in tutto il bacino del Mediterraneo non hanno la possibilità di coprire il loro costi.” “I manager dell’industria dell’olio sanno cosa significherebbe per loro una differenziazione dell’offerta dell’olio. Se il consumatore avesse libera scelta tra la massa e la classe, questo potrebbe significare una minaccia per il loro giro d’affari.”

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14 June 2009

Per fortuna non è italiano (almeno questo!)

Un brivido ha percorso la mia schiena appena ho visto la foto di questa bottiglia d’olio in vendita alla modica cifra di 100 $ da Pusateri’s a Toronto.
Pusateri è una rinomatissima gastronomia di Toronto aperta tanti anni fa da un italiano, il signor Pusateri appunto.
Ho un caro cugino che ora vive a Londra ma che agli inizi della mia avventura di oliandolo viveva in Canada ed ebbe l’occasione di far assaggiare il nostro Tratturello al responsabile degli acquisti di Pusateri’s, italiano pure lui.
L’olio gli piacque tantissimo tant’è che abbozzò subito un ordine cospicuo con tanto di pianificazione del lancio del prodotto con promozione iniziale ecc.. Era novembre o dicembre.
Passarono 5-6 mesi e il signore mi chiese un altro campione. Lo mandai e dopo qualche giorno mio cugino mi chiamo abbattuto dicendomi che l’olio non era più di loro gradimento. Era cambiato, non aveva più il profumo e la freschezza iniziali. Quindi niente ordine.
Il signore non sapeva forse che le olive si raccolgono a ottobre e che a novembre o dicembre l’olio è esaltante per profumi e sapori.
Purtroppo queste caratteristiche con il tempo si attenuano naturalmente.
olive-oil1.jpg
Conservato al riparo dalla luce e dall’ossigeno si rallenta questa caduta inesorabile del cosiddetto fruttato.
La nostra bottiglia già allora era scura con vetro anti UV.
Ecco dopo 7-8 anni Pusateri’s vende un olio del genere che dopo una settimana sullo scaffale in quella bottiglia è già rancido.
Contento lui..
Per fortuna l’olio, è francese.
Almeno..

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20 March 2009

Mulini a vento

In questi giorni in Molise si fa un gran parlare di pali eolici e dello scempio paesaggistico di cui sarebbero responsabili.
Da ieri siamo in Olanda e già dall’aereo ne abbiamo contati a centinaia, in mezzo ai campi di tulipani così come dentro le città e addirittura mini impianti domestici qua e la.
dscn3106.JPG
L’impressione è di una città e di una nazione pulita, organizzata, rispettosa, un rapporto prezzo/servizio molto elevato.
Dall’aereoporto alla stazione centrale abbiamo viaggiato in treno. Essenziale ma pulito.
Anche dalla stazione Tiburtina fino al terminal di Fiumicino abbiamo viaggiato in treno. Essenzialmente (molto) sporco, indecente direi.

In aereo verso Amsterdam eravamo tutti italiani, nessun olandese di ritorno dal bel paese. E questo non è un buon segno.
Domani inizia Italia al Dente. Molise e Carrese in vetrina.
Un elemento in comune c’è, i pali eolici.

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21 September 2008

Un tuffo nell’euforia (?)

Vi segnalo questo articolo di Teatro Naturale nel quale si parla della recentissima decisione della CE di cui vi avevo anticipato qualcosa, con la quale si impone di scrivere sull’etichetta dell’olio la provenienza delle olive ed il frantoio di provenienza.
Euforici tutti: ministri, associazioni di categoria.
Io come quelli di TN, mi par di capire, mi sento assolutamente fuori dal coro.
Comunque per evitare tutte le procedure burocratiche legate all’applicazione del decreto De Castro, noi piccolissimi produttori potremmo scrivere in etichetta Made in Ue anzichè Made in Italy…
Peccato..io ho già il mio numeretto CB/030 ..ma chissà che non mi venga voglia di non utilizzarlo scrivendo semplicemente

    Olio Extra Vergine d’Oliva
    Il tratturello
    Olio di categoria superiore ottenuto …bla bla..
    Made in UE

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20 September 2008

Tasting Panel dei vini di Poggio Argentiera

Tornati dal FoodCamp3, oltre ai danni della tromba d’aria abbiamo trovato anche il cartone di vini di Poggio Argentiera.
Li aspettavamo perchè anche noi abbiamo aderito all’iniziativa lanciata da Giampaolo Paglia.
In questi giorni quindi, ci stiamo deliziando con gli assaggi (ndr..menomale che piove…)
Non siamo sommelier ne tanto meno esperti ma quanto a naso…siamo abbastanza allenati…..anche se corriamo il rischio di cercare rancido, riscaldo o peggio ancora, avvinato anche ….nel vino di Giampaolo. ;-)

Abbiamo iniziato mercoledì con Finisterre 2006.
L’abbiamo aperto un’oretta prima di degustarlo. Pochino.
Infatti, abbiamo apprezzato una piacevolezza e rotondità molto più spiccate il giorno dopo.
Al naso evidente il “cioccolato” (davvero fantastico) mentre al gusto sorprendente è la liquirizia.
Legno giusto. Col pecorino eccezionale!
Totale: fantastico!!!!

Maremmante 2007
Acerbo, fresco, ma equilibrato.
Totale: buono

Con la scusa di assaggiare gli altri, oggi a pranzo abbiamo invitato Lorenzo.
Pia ci ha preparato:

    Orecchiette con cime di rapa (congelate dall’orto invernale scorso)
    Vino: Alture 2007
    Patate al forno con generose fette di tartufo nero cavato a pochi km da casa da Lorenzo
    Vino: Capatosta 2006
    Pecorino 48 mesi (nostro) con gocce di balsamico tradizionale di Reggio Emilia di Andrea.
    Melone bianco rognoso anche qui con gocce di balsamico.
    Qui ci stava benissimo di nuovo l’Alture

E’ stata un’ottima occasione per trascorrere piacevolmente qualche ora insieme e improvvisare la prima trasmissione sperimentale del….. Canale PAR, la Parte Agricola della Rete…... Insomma ci siamo divertiti un pò :-) )

Ecco i nostri giudizi sul vino (assolutamente seri):
Alture 2007:
profumatissimo con sensazioni dolci all’inizio che però non si confermano al gusto, sorprendendo…. ecco perchè forse ci è piaciuto molto con le orecchiette ma anche con la frutta
Totale: eccellente!
Capatosta 2006:
si è dibattuto (io e Pia) sul passaggio in legno: io ho avuto l’impressione che nel Finisterre fosse più complesso il “legno” mentre Pia ha trovato il Capatosta più “tosto”. Chi ha ragione?
Lo abbiamo trovato nel complesso, grintoso ma equilibrato con sentori di amarena. Anche questo come il Finisterre ottimo con il pecorino.
Totale: Più che buono

Abbiamo ancora due bottiglie da aprire… quindi non mancate alla prossima puntata!

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18 September 2008

Sorpresa! La CE annuncia che l’Italia ha ragione…

E’ di ieri la notizia che dal limbo legislativo siamo finalmente in …Paradiso (!?)
La commissione europea annuncia che dal prossimo anno, come in Italia da quest’anno, dovranno essere scritte in etichetta luogo di provenienza delle olive e luogo della molitura.
Per far questo ci siamo dovuti attrezzare di un bel codice alfanumerico, il nostro è CB/030, così quest’anno potremo scrivere in etichetta, udite udite:
prodotto in Italia e … molito in Italia!!!!!
Per la verità c’è da aspettare ancora 60 giorni per eventuali reclami degli industriali..ma si faranno sentire? Io dico di no.
Grande riconoscimento per noi piccoli produttori agricoli che chiamiamo per nome i nostri alberi!
Qui maggiori dettagli

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21 August 2008

Il Molise sta a Londra come Wembley a Piccadilly Circus.

Ieri siamo tornati da un breve viaggio a Londra appena in tempo oggi per raccogliere e far partire le nostre verdurine.
Abbiamo viaggiato benissimo con il 737 di Ryan Air con soli 150 euri A/R. Quanto spenderei per andare ad Ancona e soprattutto, impiegando le stesse due ore che ogni giorno con treno e metropolitana impiegavo per andare dalla periferia Londinese al centro della città.
Credo proprio che raccoglierò dopo un paio d’anni- meglio tardi che mai ;-) -il consiglio di Antonio di usare l’inglese nel blog (Antò, dall’aereo mi sono goduto una fantastica veduta sul Conero!)
Ecco un piccolo reportage fotografico quasi ….a tema ;-)
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L’aereoporto di Pescara
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Le Alpi
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Obika,mozzarella bar
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Carluccio’s, ristorante e delicatessen dall’Italia

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Manifestazione di Georgiani davanti al Parlamento inglese
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La sezione olii e aceti da Harrod’s
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Il distributore d’olio..
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Pescara e sullo sfondo il Gran Sasso d’Italia

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