La (buona) notizia è una di quelle che raramente attraversano il mondo dell’olio.
L’ho appresa grazie all’ottimo blog del Campino del Paiolo e dell’Azzurro Mare di Andrea Pagliantini
Un’inchiesta della rivista Merum,
diffusa anche da Slow Food Germania, da Der Stern e dalla televisione ZDF, risalente al 2005, con relativa denuncia di una nota azienda olearia fiorentina (solo nel nome),
ha prodotto grazie alla sentenza che ne è derivata, finalmente un segnale degno di nota per per chi produce l’EXTRAVERGINE.

Quella inchiesta del 2005 ci interessò molto da vicino visto che eravamo a Monaco di Baviera proprio nei giorni successivi alla pubblicazione ed alla diffusione dell’inchiesta su stampa e TV.

Partecipavamo a Food & Life.
Fu l’esperienza fieristica e non solo, più importante per la nostra azienda: tornammo entusiasti e con tanta voglia di seguire con determinazione la strada sulla quale ci eravamo da qualche anno avviati.
Grazie a quell’inchiesta.
Il perchè lo trovate qui, in questo post di dicembre 2005 ben conservato nel fantastico magazzino del blog..
Dal 2005 al 2009 di novità davvero importanti per il mondo dell’extravergine non ce ne sono state.
Finalmente oggi ce n’è una davvero bella.
Parla tedesco ma scommetto che i giornali e le TV italiane faranno a gara per darla……

La rivista tedesca Merum ha diffuso il comunicato stampa seguente:

    Nei supermercati tedeschi: Extra Vergini puzzolenti e rancidi!” La Carapelli denuncia Andreas März (Merum) per diffamazione … ma perde la causa!

    Si stima che il 95 per cento dei cosiddetti “extra vergini” sugli scaffali siano in verità dei semplici “vergini” se non addirittura degli oli “lampanti”.
    È colpa della situazione completamente illegale che regna nel mercato dell’extra vergine se l’abbandono degli oliveti e la sofferenza delle aziende olivicole aumenta giorno per giorno.
    È impossibile per le aziende agricole competere con i prezzi dell’industria.

    I produttori agricoli, con i loro prezzi di vendita, sono fuori mercato anche se vendono sottocosto.
    Una delle poche pubblicazioni che “dice non solo il peccato ma anche il peccatore” è la rivista Merum. Merum è pubblicata in lingua tedesca e diffusa in Germania, Austria e Svizzera. Con spirito critico, indipendente ed appassionato Merum racconta il mondo del vino, dell’olio di oliva e di altri prodotti agroalimentari italiani. Merum, in passato, ha accusato ripetutamente l’industria olearia per la falsa denominazione dei loro oli. Il basso livello dei prezzi dell’extra vergine, il crescente abbandono degli oliveti da parte di tanti produttori per gli alti costi di produzione e la bassa redditività è una colpa da attribuire, secondo Merum, all’industria olearia ed una legislazione sbagliata. In una ricerca di mercato, condotta nell’estate 2005, Merum in collaborazione con la rivista tedesca Der Stern, il canale televisivo pubblico ZDF e la rivista di Slow Food Germania, era riuscita a dimostrare che la maggior parte degli “extra vergine” venduti sugli scaffali tedeschi è di qualità scadente. Su richiesta di Merum, i panel ufficiali del Laboratorio della Camera di Commercio di Firenze avevano esaminato alcuni degli oli in commercio in Germania riscontrando una situazione qualitativa preoccupante. Successivamente il panel ufficiale dell’ARPAT (Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana) a Firenze aveva preso in esame i 31 campioni di “extra vergine” reperiti dai giornalisti nei supermercati tedeschi. Soltanto un unico olio possedeva i requisiti di idoneità, previsti dalla legge, per la categoria extra vergine. Nove oli furono classificati come semplici “vergini” e 21 oli addirittura come “lampanti”. Ciò significa che 30 oli su 31, la maggior parte imbottigliati in Italia, erano stati etichettati in maniera scorretta. Questa indagine era stata pubblicata nel 2005 da Merum, da Der Stern, da Slow Food Germania e dalla tv ZDF. In Italia nessuna pubblicazione ha voluto diffondere questi risultati scandalosi. Anche da parte delle autorità italiane non vi fu alcuna reazione, nonostante le informazioni fossero ben note. Nel 2006 uno dei colossi attaccati, la Carapelli, fece invece causa (penale e civile) ad Andreas März di Merum perché, secondo l’azienda, le affermazioni pubblicate su Merum “offendevano la reputazione dell’immagine professionale e la serietà professionale della Carapelli”. L’azienda chiedeva un risarcimento dei danni e il pubblico ministero una reclusione di sei mesi per l’imputato. Il Tribunale Penale di Pistoia il 12 maggio 2009 ha assolto Andreas März dal reato ad egli ascritto (diffamazione) perché il fatto non sussiste. Né la Carapelli né il PM hanno presentato ricorso contro la sentenza. Ciò comporta che le seguenti affermazioni (tradotte dal tedesco) – non essendo diffamatorie – sono liberamente pronunciabili: “Come la maggior parte degli ‘extra vergine’ del supermercato, anche i campioni della fabbrica d’olio Carapelli (Firenze) sono stati giudicati scadenti. I panel del Laboratorio della Camera di Commercio di Firenze hanno riscontrato che gli extra vergine Carapelli sono denominati in modo errato. Indipendentemente dalla degustazione da parte degli esperti della Camera di commercio, la qualità scadente degli oli Carapelli è stata confermata anche da un ulteriore panel ufficiale (ARPAT/Firenze).” “Invece di denominare correttamente i suoi oli, il gruppo Carapelli, domiciliato a Firenze, se la prende con il singolo esaminatore. … Il modo più efficace per far tacere la stampa critica nella sua attività contro l’anarchia vigente nel mercato dell’olio di oliva, è quello di intimidire gli esperti.” “Fino a quando oli puzzolenti, rancidi e prodotti di qualità superiore che profumano di olive fresche porteranno lo stesso nome, i produttori di qualità in Italia e in tutto il bacino del Mediterraneo non hanno la possibilità di coprire il loro costi.” “I manager dell’industria dell’olio sanno cosa significherebbe per loro una differenziazione dell’offerta dell’olio. Se il consumatore avesse libera scelta tra la massa e la classe, questo potrebbe significare una minaccia per il loro giro d’affari.”

One Response to “Ci salveranno i tedeschi?”

  1. gianna ferretti, Reply

    Anche oggi su Google news nessun quotidiano italiano ne parla, gli stranieri invece rilanciano la notizia

    http://news.google.it/news/search?um=1&ned=it&hl=it&q=+carapelli

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