3 Comments

  1. Maurizio
    29 May 2006 @ 21:44

    Caro Francesco, complimenti vivissimi per il tratturello sempre lo stesso dici tu. Scusami ma le tue continue allusioni mi infastidiscono. Spero siano provocazioni per farmi scrivere sul Blog. Ti ricordo comunque e dico ai tuoi visitatori che tra i componenti del panel che ha scartato il tratturello c’era anche Pia che sa come abbiamo lavorato. Sa anche perfettamente che il panel cerca in tutti i modi di ostacolare eventuali “intrusioni”. Ti prego non ti ci mettere anche tu! Così facendo denigri il lavoro di persone serie ed oneste.

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  2. francesco travaglini
    29 May 2006 @ 23:04

    Perbacco Maurizio, lungi da me denigrare il lavoro del Panel di Larino anche perchè denigrerei anche il lavoro di Pia che, come ben sai, è ipercritica (e c’azzecca quasi sempre) soprattutto con il suo olio…. e menomale aggiungo.

    Infatti e correggimi se sbaglio, dalle schede di valutazione fatte sul “suo” olio ha dato sempre punteggi sotto la media del panel.

    Se si percepiva questo dal post allora mi spiego meglio.

    Le allusioni a cui intendo riferirmi sono relative al fatto che la credibilità oggettiva dei concorsi lascia il tempo che trova e ne è la riprova quello che è accaduto al Tratturello 2006.

    Dico di più, ci sono oli che sono risultati tra i vincitori all’Ercole Olivario che a Los Angeles sono dietro al Tratturello che invece all’Ercole non ha vinto.

    Il riferimento alla goccia d’oro resta soprattutto una allusione al personaggio che affermò pubblicamente (e sai perchè) che il nostro olio come tutti gli altri oli esclusi dal lotto dei migliori “non poteva rappresentare il Molise al di fuori dei confini regionali perchè di scarso valore”

    I motivi alla base di queste diversità di vedute delle varie giurie sono a mio avviso riconducibili a due motivi:

    1 – l’impossibilità di rendere oggettivo ed omogeneo nel tempo e nello spazio un giudizio organolettico espresso su un olio d’oliva (NON DIFETTATO) da una persona: non esistono in questo momento a mio avviso metodi che garantiscono che uno stesso olio possa ricevere identico punteggio organolettico a Larino piuttosto che a Bari o New York.

    2 – i controlli sui campioni partecipanti ai concorsi è talmente irrisorio e ridicolo (ricordi il lotto minimo di 8 quintali della goccia d’oro, chi ha controllato se ogni produttore li avesse realmente? Oppure i 20 quintali dell’Ercole Olivario?) che le aziende costruiscono mini-minilotti soltanto per partecipare ai concorsi. E’ questo il motivo per cui mi soffermo in modo forse noioso a sottolineare che ai concorsi cui nostro malgrado partecipiamo mandiamo IL NOSTRO OLIO, sempre quello. Non ne abbiamo altri o damigianine riservate. Ecco come e perchè si crea terreno fertile per chi bara facendosi “costruire” 100 litri di olio da concorso e poi mettendo in bottiglia tutta la produzione spacciandola per l’olio plurivincitore del caso (e sai bene a chi mi riferisco)

    Maurizio, ti ringrazio per aver contribuito alla discussione, spero continui ad essere costruttiva.

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  3. Parco dei Buoi
    16 June 2006 @ 16:01

    Il caso di cui parlo è la storia (curiosa) dei nostri piazzamenti ai vari concorsi per oli extravergini a cui abbiamo partecipato quest’anno. Costituiva per me un caso in quanto c’è stato un  inspiegabile crescendo nei piazzamen…

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