Abbiamo deciso di cambiare etichetta al nostro olio, utilizzando in primis una carta antiolio e poi cercando di migliorare la grafica e le informazioni contenute.
Qualche settimana fa abbiamo sentito i proclami trionfalistici della Coldiretti che “grazie a loro finalmente riusciamo a rendere giustizia agli oli di qualità italiani, il Ministro ha firmato il decreto che ora è a Bruxelles..”
Che dice questo decreto? In sostanza la proposta era in origine quella di scrivere in etichetta la provenienza delle olive e l’ubicazione del frantoio dove sono molite, semplice no?

Ma la cosa è diventata una barzelletta…

Già a Bruxelles…
Praticamente i proclami di Coldiretti e la firma di De Castro ci hanno di nuovo preso per culo (scusatemi vi prego), Bruxelles non confermerà il decreto che viola le leggi europee e Federolio (l’associazione degli industriali dell’olio) gongola ed addirittura ridacchia…

Leggete cosa dice il presidente di Federolio:

    Ci siamo anche confrontati con le parti agricole con risultati modesti; è vero che sono state superate delle vere e proprie follie contenute in una bozza di decreto precedente a quello pubblicato, bozza che parlava di obbligo di indicazione del frantoio e della zona di produzione (con tanti saluti alle d.o.p., e alle i.g.p.) oltre che di percentuali delle diverse origini da indicare in etichetta. Ma che dire di un decreto, quello pubblicato, che vuole l’indicazione in ordine decrescente delle varie provenienze degli oli impiegati nella confezione? Ma chi ha scritto questo decreto sa che una norma del genere costringerebbe a cambiare ogni settimana, per non dire ogni giorno, le etichette alle imprese confezionatrici?
    Mi resta solo da dire che quanto al “serio lavoro diplomatico e negoziale” da svolgere a Bruxelles, la Federolio ha cercato di impostarlo correttamente nell’unico modo che conosce e cioè con l’esplicita illustrazione alla Commissione europea delle sue posizioni.

Si sa che l’agricoltura italiana è praticamente ininfluente a Bruxelles ma essere presi per i fondelli no scusate…… ma forse ci stiamo prendendo per i fondelli da soli.

Dunqueue ecco cosa devo (per forza) scrivere in etichetta, non una virgola in più non una in meno:

      OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA
      olio di categoria superiore ottenuto direttamente dalle olive ed unicamente mediante procedimenti meccanici

      Prodotto dall’ Azienda Agricola Parco dei Buoi
      c.da Piane di Larino, 71 Larino (CB)

      Da consumarsi preferibilmente entro gg/m/aaaa

      LT _____e

      Conservare in luogo asciutto al riparo dalla luce e da fonti di calore

….. per voi che mi seguite da qui so che è più che sufficiente. Spero.

5 Responses to “Ennesima presa per i fondelli.”

  1. Corsaro, Reply

    L’ora è tarda, 24.25, e non connetto bene. Stai forse dicendo che non puoi scrivere che le olive del tuo olio arrivano unicamente dal tuo fondo, o comunque sia non puoi scrivere l’origine delle olive?

  2. Luca Ripellino, Reply

    Credo sia proprio così, Edoardo…. D’altronde, se tutto diventasse trasparente, come farebbero i disonesti, coloro che per soldi e interessi frodano, giocando sulla salute dlla gente? E i truschini, come si potrebbero fare? Vorrai mica complicare la vita ai farabutti…. Tacere la verità e nascondere le opinioni, con l’intento di non risvegliare le coscienze: succedeva così anche nei regimi! Ci pensi se per caso qualcuno si “svegliasse” un pò e cominciasse a leggere le etichette anche al supermercato?! Questa è la tutela del made in Italy, queste sono le persone che fanno (bontà loro) i nostri interessi… Chissà com’è l’olio cinese? Prepariamoci, perchè sta per arrivare… Quanto agli onesti e a chi lavora bene, un solo comune destino: prenderlo nel culo, con buona pace di tutti. Luca

  3. Costantino, Reply

    Luca che diamine, un pò di contegno, eheh se lo prendi lì poi non puoi più scrivere extravergine e nemmeno vergine..
    ma solo olio.
    Franck sei su primo numero.

  4. Francesco Travaglini, Reply

    …nonostante l’ora tarda Edoardo hai capito bene: non posso scrivere che olive ed olio sono di provenienza Molisana a meno che richieda la DOP (e quindi potrei aggiungere DOP MOLISE) dalla quale resto distante anni luce per come funziona: altra presa per i fondelli al consumatore.
    Se invece volessi accontentarmi di scrivere “prodotto italiano” dovrei richiedere un codice alfanumerico che in sostanza produce tantissima carta ma nella sostanza non produce nulla se poi troviamo oli nella GDO “prodotti in italia” disgustosi.
    Insomma Luca ha ragione, si tratta di un regime che purtroppo nessuno finora è riuscito a scardinare.
    Ecco allora la mia scelta:
    etichetta ridotta all’osso, più scarna del più fetido “extravergine” in vendita nel più fetido discount magari con un offerta del tipo “prendi 4 paghi 1″…..

    Costantino, grazie per la segnalazione!
    Un caro saluto!

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