Il mese di aprile ed i primi dieci giorni di maggio sono passati così velocemente e così intensamente che ho tante cose da condividere sul blog che non so da dove a iniziare. Per superare questa difficoltà uso questa foto scattata stamattina.
Si commenta da sola e mi fa pensare ai colori della Carrese appena passata
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La campagna molisana in questi giorni è ricca dei colori dei tre carri che si sfidano lungo il tratturo, il bianco ed il celeste del cielo e dei Giovani, il rosso dei papaveri e il giallo delle ginestre ma anche dei Giovanotti.il giallo e verde dei Giovanissimi ma pure del frumento e dei fiori di senape.
Per la quinta volta consecutiva hanno vinto papaveri e ginestre … i Giovanotti.
Una sintesi della gara potete vederla qui.
Le iniziative collaterali alla Carrese sono state molto ricche ed intense.
Sosta al Tratturo si è ripetuta anche quest’anno dando spazio all’artigianato caseario ma anche all’artigianato legato alla transumanza: ramai, coltellifici, vasai ma anche costruttori di ciaramelle, organetti, bufù, zampogne, tricch e tracche (gli strumenti musicali che ogni pastore in qualche modo sapeva suonare)
Ospiti dell’amministrazione di San Martino in Pensilis sono stati poi nientemeno che Tony e Cathy Mantuano anzi Tonino e Caterina, gli chef del ristorante La Spiaggia di Chicago dove Barak e Michel Obama da nove anni vivono una sorta di dipendenza dai piatti studiati da Caterina e preparati magistralmente da Tonino.
Sono venuti a San Martino per imparare a preparare la Pampanella oltre che i fusilli (quelli fatti col ferro dell’ombrello) e le zeppole con la ciciata.
Con loro abbiamo avuto l’onore di avere ospiti da New York anche Beatrice Ughi e nientemeno che il fotografo Jeff Kauck.
Insomma prepariamoci a Barack che, dopo aver assaggiato la pampanella, finanzi McDonald per allearsi con i pampanellari sammartinesi per riconvertire i loro sandwich in più gustosi panini con la pampanella 😉
Una nota a margine che è una premessa di ciò che scriverò nei prossimi giorni:
Tonino e Caterina hanno mostrato una incredibile modestia e voglia di imparare che sono sicuramente il segreto dei loro successi d’oltre oceano. Il 16 maggio inaugureranno Terzo Piano il loro nuovo ristorante all’interno del nuovo museo di arte contemporanea di Chicago ospitato in una struttura progettata dal nostro Renzo Piano. In bocca al lupo!

5 Responses to “Hanno vinto papaveri e ginestre”

  1. Michele Vitale, Reply

    Bella foto, bel post Francè!
    Chissà che con la pampanella negli USA non ne vedremo delle belle, anche perchè il McDonald’s ha già dimostrato nel recente passato di soffrire la concorrenza del casereccio (vedi la storia che ho pubblicato sul mio blog)

  2. Francesco Travaglini, Reply

    Grazie Michele!
    Cosa vuoi che sia McDonald’s di fronte alla focaccia di Altamura o al panino con la Pampanella 😉

  3. Peppino Zio, Reply

    Cari Francesco e Michele,
    Pampanella deriva da “Pampinus”, che era un modo nel mondo romano di conservare i cibi e la carne dentro le foglie degli alberi di fico, per poterla fare durare e portare nei lunghi viaggi della transumanza. Essa assicurava una buona qualità alla lunga ed energia corroborante. Un cibo pensato per tempi lunghi e che per questo è già più prezioso degli hamburgher del mordi e fuggi. Peccato che in tempi tristi di rialzo colesterolemico non ci è permesso di gustarne appieno il sapore. Allora io, quando posso, parcheggio la macchina vicino da Giovanni La Vecchia per annusarne, almeno per un attimo, l’odore inconfondibile e antico, unico e particolare, che non ha niente a che fare con il nauseante odore d’olio di semi o di arachide, che si sente dentro e fuori i macdonalds. Se Obama vuole accettare la pampanella deve fare una scelta unilaterale perchè nulla, dico nulla, di quelle sporcizie americane possono mischiarsi con la pampas!

  4. Peppino Zio, Reply

    Ah proposito! A quanto una buona mangiata di cibi genuini dopo le fatiche della S- Community!?
    Sindaco dove sei!? Se ci sei batti un colpo, sennò facciamo senza di te! L’importante che ci sia Costantino Della Malva! E poi tutti noi ovviamente! A Michele dobbiamo fargli prima il visto per San martino!
    Un saluto!
    P.S.: e non scegliete un giorno che sto a fare la guardia medica, sennò sarete responsabili di una gastrite da rabbia e da invidia!

  5. Francesco Travaglini, Reply

    Peppe grazie per la interessante spiegazione sull’origine del termine “pampanella”.
    Quanto alla cena so che Vittorio ci sta pensando e so anche che Costantino avrebbe un programmino..

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