La mattina alle 8 di tutte le domeniche la piccola Giulia ci sveglia per il suo appuntamento con E’ domenica papà!!.
E’ un ottimo programma che invita i papà ad uscire la domenica con i propri figli e suggerisce appuntamenti ed eventi per bambini.
Poi c’è una rubrichetta educativa, Il mondo di Picksquik.
Picksquik parla del rispetto per l’ambiente, per le cose di tutti, per il prossimo e…..ieri ha parlato di alimentazione sana e biologica.
Sapete che alle galline allevate in batteria non spengono mai la luce per farle continuare a mangiare mangime? Sarebbe meglio se alla vostra mamma chiedeste di aquistare carne e prodotti biologici che garantiscono il rispetto degli animali e dell’ambiente, vengono ottenuti senza l’uso di pesticidi e fertilizzanti…… allora dite alle vostre mamme di comprare cibi biologici
Da due giorni stiamo spargendo il letame sotto gli olivi. Una pratica “biologica” ma il nostro olio così come i nostri formaggi ed i nostri agnelli non hanno certificazioni bio.
letame-sottogli-olivi-2.jpg

Picksquik probabilmente, anzi mi auguro (voglio essere ingenuo…) sia in buona fede, ma le certificazioni bio, dop e via discorrendo sono una gran presa per i fondelli e sono un gran business per la GDO.
Allora di chi fidarsi? Io dico che bisogna fidarsi di chi ci mette la faccia!
Per esempio i produttori SDG!

6 Responses to “Il mondo di ..piksquik”

  1. Emilia Torello, Reply

    Giusto Francesco. La fiducia va verso chi ci mette la faccia.
    Non ho grande conoscenza del mondo agricolo, tuttavia ho sempre vissuto “in campagna”. E la storia del bio non mi ha mai convinto.
    Però sto notando con piacere che le mucche stanno tornando a pascolare e non sono più rinchiuse.
    Che ci sono persone come voi sovversivi che ci mettono la faccia e spiegano il loro grande lavoro

  2. Francesco Travaglini, Reply

    Hai questa impressione Emilia? Le mucche tornano al pascolo? In Piemonte?
    Sarebbe una bella notizia ma ho qualche dubbio sul reale cambiamento di rotta.. anzi!
    Ho sentito il Corsaro parlare di contratti di soccida che umiliano gli allevatori in Piemonte, ricattati dai mangimifici…
    Ecco hai ragione, la via da seguire è quella di spiegare il proprio lavoro, renderlo trasparente e bandire le certificazioni che di fatto hanno costituito la salvezza per le multinazionali del food.
    Siamo sovversivi no? :-))

  3. Emilia Torello, Reply

    Vedi Francesco, la mia è appunto una sensazione. Ma non conosco tutti i retroscena. E’ importante poter capire.

  4. francesco travaglini, Reply

    “E’ importante poter capire”: è il senso, il motivo per cui sono nati i SDG e spero che abbiano lunga vita!!

  5. ilaria, Reply

    Picksquik lo fanno ancora e leggere questo post assieme a quello che hai scritto sui formaggi mi fà venir voglia di credere ancora che si possa fare un pò di luce sulle procedure in uso un pò ovunque (senza lampade però eh! ;)) …)
    buon lavoro

  6. Francesco Travaglini, Reply

    Il “successo” dell’idea di Adriano (i SDG) si è nutrita proprio dell’esigenza di produttori e consumatori di mettere in evidenza microproduzioni quindi microaziende che usualmente seguono procedure trasparenti e rispettose del benessere di uomini ed animali.
    Queste aziende proprio perchè micro, fanno fatica ad incontrare i loro interlocutori-consumatori ideali che spesso sono confusi da *certificazioni* …a buon mercato.
    Bisogna crederci e …cercare chi ha il coraggio di uscire …alla luce del sole

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