..un periodaccio!

Stiamo affannandoci a concludere il puzzle della documentazione necessaria per aprire finalmente il nuovo caseificio.  Non che sia una novità, ma riesce ancora a sorprenderci la stupidità ed inutilità almeno apparente della burocrazia.

Questa voglio raccontarvela.

 


 

Per quanto riguarda l’orto,  stiamo raccogliendo ancora le personalizzazioni dei panieri di verdure di ogni singolo abbonato. Chi non l’ha ancora fatto si affretti!!

 

Per il riconoscimento comunitario del nostro caseificio,  l’ASL di concerto con l’assessorato alla sanità ci ha chiesto l’analisi microbiologica e chimica dell’acqua utilizzata in caseificio per il lavaggio dei recipienti e degli attrezzi, quindi è ben inteso che l’acqua non è un ingrediente del formaggio..

Per la predisposizione del piano di autocontrollo aziendale abbiamo utilizzato una guida predisposta dall’Istituto lattiero caseario e delle tecnologie alimentari di Moretta in Piemonte, un istituto universitario specializzato quindi un riferimento più che attendibile.

Nella guida è netta la differenza tra caseifici industriali e caseifici che trasformano solo il latte prodotto in azienda, come la nostra.

Per queste ultime aziende, le procedure previste sono più snelle e la famigerata analisi chimica e microbiologica dell’acqua  è sostituita dall’ultima bolletta pagata di fornitura dell’acqua stessa da parte dell’ente fornitore.

Siamo andati all’ASL con il plico di documenti compresa la bolletta dell’acqua pagata per avviare la pratica e chiedere il sopralluogo dei funzionari. 

"Tutto a posto tranne l’analisi dell’acqua che dovete necessariamente fare" è stata la risposta del responsabile dell’ufficio, "non è possibile fare diversamente".

"Andate all’ARPA (agenzia regionale protezione ambiente) e chiedete  un’analisi".

Per non perdere altro tempo ci siamo andati ed abbiamo chiesto un preventivo:

486 euro per l’analisi dell’acqua potabile fornita dal comune.

Lunedi faranno il prelievo e l’analisi.

Così saprete il tenore di stronzio presente nell’acqua dell’acquedotto molisano.

4 Responses to “il tenore di stronzio”

  1. Gilbertino, Reply

    E’ terribile quanta burocrazia bisogna subirsi.
    Domanda scontata, avete provato a cercare se c’e’ una norma scritta dapresentare per evitare le analisi?
    Mi è capitato più volte che il personale statale non fosse a conoscienza dei regolamenti effettivi.
    Infatti quando bazzico per gli uffici cerco sempre di parlare con il personale che è meglio informato anche a costo di dover ripetere la stessa richiesta più e più volte.
    Spesso quando le norme cambiano il personale statale non è istruito e non lo sa fino a che qualcuno non glielo dice.
    Tanto per fare un esempio prendiamo le poste, quando vi fu l’aumento del pacco J3 da 7 a 8 euro potevi trovare uffici postali ancora con il vecchio prezzo del tutto ignari dell’aumento.
    Ciao
    Gil

  2. francesco travaglini, Reply

    Gil,
    mi sono riservato una “seconda puntata” su questo argomento …..
    comunque grazie mille per il consiglio.
    Sono stati proprio i funzionari, quindi quelli che dovrebbero essere i bene informati, ad aver imposto questa vera e propria vessazione.
    Ne parleremo ancora.
    Ciao

  3. Parco dei Buoi, Reply

    Il 6 marzo i tecnici dell’Agenzia Regionale Protezione Ambiente hanno prelevato dal rubinetto del nostro caseificio i campioni d’acqua potabile necessari per effettuare le analisi chimiche e microbiologiche. Queste analisi garantiranno &…

  4. Parco dei Buoi, Reply

    Giorni fa ho ricevuto ho ricevuto una  mail con un titolo che mi ha turbato:  "ARPA" Ho subito pensato all’Agenzia Provinciale Protezione Ambiente, erano i giorni dei combattimenti per l’analisi dell’acqua (potabile) che utilizzerem…

Leave a Reply

*