Obama italiano cercasi.

In questi giorni di campagne elettorali fatte di tanto affannati quanto stucchevoli ping pong  mediatici è evidente quanto lo scenario della politica nazionale non offra…. nessun Obama.

L’altro ieri  l’Obama vero, tra le altre  cose, ha dichiarato nel suo atteso discorso sullo stato dell’Unione  di voler incrementare gli scambi commerciali con l’Europa.

Barak Obama e Tony Mantuano, chef del ristorante Spiaggia a Chicago
Barak Obama e Tony Mantuano, chef del ristorante Spiaggia a Chicago

Se ad ascoltare queste intenzioni ci fosse un Obama  italiano e se questo avesse pure una Michelle contadyna, penserebbe bene di mettere sul tavolo il patrimonio italiano fatto di un nuovo Umanesimo che lega indissolubilmente persone, luoghi e prodotti.

Metterebbe sul tavolo un milione di aziende agricole italiane che stanno affogando tra burocrazia, speculazioni e aleatorietà dei mercati ma che stoicamente resistono e che ci mettono la faccia comunque.

Se ci fosse un Obama italiano, questo milione di braccia  e teste dedicate all’agrycoltura, le sbatterebbe anche  sui tavoli di Bruxelles!

Il problema avvilente è che l’Obama italiano non c’è.

Non ci resta che augurarci  che l’Obama vero si esporti o che da qualche parte sia nato un giovane Obama italiano e stia navigando tra le paludi politiche italiane in cerca di approdi sicuri.

P.s. E non mi venite a dire che l’Obama vero porterebbe oltre a commercio di servizi, rispetto delle regole di funzionamento dei mercati e delle discipline di commercio (magari), pure le bistecche agli ormoni e le mozzarelle del Wisconsin. E pure gli OGM.

Leave a Reply

*