7 Comments

  1. Antonio Tombolini
    3 April 2006 @ 00:13

    Si possono vedere da qualche parte le foto dell’oliveto scolpito?

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  2. Carlo Merolli
    3 April 2006 @ 12:19

    A me sembra una gran boiata!….no, esagerazioni e filisteismo mio innato a parte, perché invece di invitare gli artisti ad alterare un miracolo della natura
    non li invitiamo ad adottare l’ ulivo senza intervenire materialmente sullo stesso ? Quanto costerebbe adottare un ulivo ? a me non dispiacerebbe sapere che da una parte dell’ Italia c’é un olivo o piu´olivi con una targhetta piccola piccola ” Ulivo adottato da Benigni, da Verdone da Chia, da Tobolini, da Merolli. Una piccola quota annuale ed il “diritto-dovere ” di acquistare anche x bottiglie di olio ogni raccolto. Invece di seguire il nasdaq og la borsa di Milano, uno riceve un rapportino trimestrale sullo stato di salute dell’ olivo sponsorizzato ed
    quattro foto stagionali………

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  3. francesco travaglini
    3 April 2006 @ 14:40

    ..forse ho dato una idea sbagliata della cosa usando il termine “scolpire” ma in effetti ho visto le slide dell’oliveto e si trattava semplicemente di tronchi ripuliti, curati, liberati da elementi che possono disturbarne la visione, eliminazione eventuale di parti ormai morte del tronco, insomma nulla che stravolga la pianta.. lungi da me crudeltà e tagli impropri.
    Rappresenterebbe un modo per valorizzare con viuzze, panche, con una targhetta all’ingresso del podere che magari reciti:
    oliveto secolare, curato dall’artista/architetto Pinco Pallino ecc. Insomma un modo intelligente, a mio parere, per evidenziare questo patrimonio ed anche per scoraggiare e denunciare l’ignobile e vigliacco commercio di alberi d’olivo secolari.
    Questa sera parlerò con il Prof. Ippolito e chiederò di inviarmi delle foto dell’esperimento effettuato credo nel Lazio.

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  4. paola caselli
    3 April 2006 @ 22:18

    La mia posizione concorda per metà con Merolli e metà con Travaglini. Ho una passione speciale per gli alberi e aderisco sempre volentieri a tutte le iniziative che hanno come obiettivo la loro difesa. Come ricorda Travaglini ci sono tantissimi casi di commercio di alberi secolari, nonostante ci siano divieti chiari. Un caso è quello degli ulivi, un altro è quello del Ginepro sardo. Forse una possibilità è quella di fondere le due iniziative e cioè avviare una Campagna di adozione degli alberi che permetta a tutti di partecipare, sia con un impegno economico, sia con un gesto artistico, oppure nell’occuparsi della pulizia dei boschi…Io sono disponibile

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  5. francesco travaglini
    3 April 2006 @ 23:26

    Oggi ero nell’oliveto delle Piane di Larino, olivi di 60 anni tutti della cultivar Gentile di Larino. Proprio dinanzi alla porta del laboratorio dove conserviamo e imbottigliamo l’olio c’è un bell’olivo. Un paio d’anni fa notavo che le sue foglie ingiallivano in modo abbastanza strano, non era malato ma all’interno del suo tronco, oltre un metro il diametro, c’era un incredibile nido di vespe agguerritissime.
    Dopo aver “convinto” le vespe ad andarsene, abbiamo scoperto che il bellissimo tronco era stato scavato incredibilmente.
    Con la motosega abbiamo asportato le parti ormai morte con l’intento di salvare l’albero.
    Con la motosega abbiamo raggiunto l’obiettivo ma non ci siamo preoccupati di fare un “bel” taglio.
    L’albero si è ripreso alla grande ma è rimasta una cicatrice piuttosto brutta.
    Oppure potrei parlare dei numerosi danni provocati agli alberi d’olivo dalle nevicate dell’anno scorso. La potatura che è seguita ha avuto lo scopo di riequilibrare la pianta cercando di farle recuperare il più in fretta possibile la sua produttività.
    Un oliveto di parecchi ettari, adiacente al nostro sulla medesima collina di Carpineto, 3-4 anni fa è stato completamente sradicato e rinnovato con piante nuove in nome della produttività. Un patrimonio andato in fumo.
    Ecco, allora che l’idea di Carlo, adattata da Paola sarebbe ottima per quegli alberi secolari che con un pochino di pazienza e rinunciando un pochino alla produttività, potrebbero essere recuperati.

    Insomma, visto che per forza qualche taglio bisogna farlo, perchè non prendere in considerazione anche l’aspetto estetico oltre che quello produttivo?

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  6. GIUSEPPE SAMMARRO
    6 February 2007 @ 20:38

    sono d’accordo con CARLO MEROLLI se qualche iniziativa in tal senso e’ andato avanti vi prego di informarmi grazie. La mia famiglia possiede circa 70 piedi di ulivi secolari piantati credo circa 500 anni fa sulle colline di S. Demetrio Corone provincia di COSENZA e vorrewmo farli adottare per non essere costretti a venderli.

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  7. extrascape | Il senso di Extrascape: la cruna dell’ago.
    19 December 2012 @ 15:38

    […] conobbi  all’Ercole Olivario, storico premio spoletino organizzato dalla Camera di Commercio di Perugia. Parlò […]

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