2 Comments

  1. ale
    28 October 2008 @ 03:48

    In Palestina, come per uno scherzo della natura,
    l’ulivo, universalmente riconosciuto come il simbolo della pace,
    trova il clima più adatto per la sua crescita.

    Se la pace da queste parti è solo un miraggio,
    anche l’ulivo non se la passa bene;
    è infatti in via di estinzione, dalla seconda Intifada,
    più di mezzo milione di ulivi sono stati sradicati dalle terre palestinesi.
    Per mano militare, o colone israeliana.
    È stato calcolato che gli ostacoli posti tra gli agricoltori palestinesi e i campi coltivati sono oltre 500, cui si aggiungono tutte le complicazioni legate al tracciato del muro dell’apartheid costruito illegalmente da Israele. Quando sarà completo, su nove milioni di alberi di ulivo censiti nella Palestina Occupata, un milione sarà irraggiungibile.

    Se nella West Bank i contadini che fanno affidamento alla raccolta delle olive per sopravvivere, devono subire i ripetuti attacchi dei coloni,
    qui a Gaza è direttamente l’esercito israeliano che li sradica,
    come ottemperando ad un preciso piano criminale,
    per far sì che l’indigenza fra i palestinesi si aggravvi,
    fino a che punto mi domando io,
    ghetto di Varsavia?

    Reply

  2. Francesco Travaglini
    28 October 2008 @ 18:02

    Che bello sarebbe stato se quelli del Salone del Gusto e di Terra Madre avessero invitato i contadini palestinesi, gli olivicoltori palestinesi a parlare dello scempio e degli abusi che subiscono.
    Grazie

    Reply

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