4 Comments

  1. Carlo Merolli
    30 November 2008 @ 00:23

    Francé illuminami: il tuo (qualitá organolettiche eccelse a parte) é olio DOP Molise o no ?
    La posizione geografica di Larino non é che sia facoltativa: o é nel Molise o no ?
    Allora ? (scusa l’ingnoranza in materia). E poi : chi ti vieta in una strisciola finale
    sotto la scritta “Conservare al riparo dalla luce e dalle fonti di calore” scrivere anche
    “Olio ottenuto da olive raccolte e molite in Italia” ??

    Ciao,

    Carlo

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  2. francesco travaglini
    30 November 2008 @ 00:38

    Ciao Carlo,
    gli oliveti sono iscritti al “catasto” della DOP Molise ma..non abbiamo mai certificato l’olio come DOP. Semplicemente perchè la DOP, di fatto, è un marchietto che non garantisce affatto il consumatore contribuendo invece a far crescere i costi.

    Scrivere
    “ottenuto da olive raccolte e molite in Italia”

    andrebbe scritto al posto di :

    “olio ottenuto da olive raccolte negli oliveti dell’azienda agricola Parco dei buoi, molite a Larino ed imbottigliate in azienda”

    Significa che non posso scrivere la verità o meglio devo scrivere una verita “generica”.
    E’ questo che non riesco a digerire.

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  3. Adbhull
    30 November 2008 @ 11:08

    Parlavo giusto un paio di giorni fa dei marchi di “qualità” con degli amici… Ma scusa, se non ricordo male dai miei studi, l’olio di oliva superiore è una questione di acidità (o altro aspetto organolettico)…. Se lo hai scritto immagino tu lo rispetti quindi non capisco perchè dovresti toglierlo…

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  4. Francesco Travaglini
    30 November 2008 @ 12:27

    Le normative in vigore impongono di scrivere:

    “olio di categoria superiore ottenuto direttamente dalle olive ed unicamente attraverso procedimenti meccanici”

    quando siamo di fronte ad un olio extravergine d’oliva.

    Va premesso che l’olio d’oliva è l’unico alimento che per poter essere classificato ha bisogno oltre che di un’analisi chimico-fisica (acidità, perossidi ecc.) anche di un’analisi organolettica attraverso il c.d. “panel test”.

    Quindi “olio di categoria superiore ecc….” va attribuito ad un olio che abbia le necessarie caratteristiche chimico-fisiche unitamente al superamento del “panel test”.

    Tradotto in soldoni:
    – acidità inferiore allo 0,8% in acido oleico
    – perossidi inferiori a 20
    – altri parametri chimico-fisici che non sto qui ad elencarvi
    ed infine
    – olio privo di difetti organolettici (rancido, riscaldo, avvinato, metallico, morchia ecc.)

    Tutto il resto da scrivere in etichetta è o dovrebbe essere legato ad aspetti relativi alla provenienza delle olive ed al produttore.

    La novità del decreto De Castro è quella di scrivere la provenienza delle olive e il luogo del frantoio però…
    a quanto pare non è possibile specificare che le olive provengono da un luogo in cui esiste una DOP se, come noi, non si vuole certificare l’olio con questa denominazione d’origine.
    Quindi si deve usare una proposizione generica come appunto:
    “olio ottenuto da olive raccolte e molite in Italia”

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